GAME OVER

11 Giugno 2007 9 commenti

Alfa e… gamma

4 Marzo 2007 21 commenti


Ho trovato la sorgente della maledizione 2006…
Giorni della Pasqua dell’anno passato. Io e la mia gentil consorte ci troviamo a far fugaci acquisti in quel di un ipermercato nei pressi di Paesemio. Giunti alla cassa ci disponiamo secondo il turno di pagamento. Tocca a lei, quindi io sto all’imbustaggio.
Raggiunto il lato estremo del banco cassa, dispongo in modo più o meno criteriato i prodotti nelle buste, quando proprio sotto i miei occhi compare qualcosa che fa di me uomo ladro: un vassoio di dolci dimenticato da qualcuno.
Evidentemente un pisquano passato dalla stessa cassa prima di noi ha poggiato il vassoio sulla vaschetta del resto e, dopo aver imbustato gli acquisti, ha scordato di portarselo via.
Non ci penso nemmeno un secondo in più, o meglio, attendo il tempo utile per cui un essere dotato di memoria a breve termine funzionante si accorga di aver scordato qualcosa mentre carica il resto nell’auto.
Riempio una busta. Non arriva nessuno.
Riempio un’altra busta. Non arriva nessuno.
Riempio la terza busta. Metto il vassoio nel carrello e lancio uno sguardo da sbrigati sbrigati a mia moglie che sta pagando.
“Ma… e quest…” accenna.
“Taci e corri!” le dico.
Mezzo chilo di pardule, buonissime. Non potevamo però immaginare che la persona che non ha potuto gustarsele ci potesse lanciare anatemi tanto potenti da rovinarci l’umore per un anno intero!
Ma l’effetto sta svanendo, finalmente.
Solo un altro mesetto e tornerò qui, spero alleggerito del tutto dai cattivi pensieri. Comunque posso rassicurare gli avventori (e anche me stesso) che le cose paiono già adesso volte al meglio.
Prometto: tra un mese tornerò attivo e cattivo… come prima!

PS: comunque sto scrivendo… e scrivendo… e scrivendo…

Skizo

Tintura di Odio 1/07

5 Febbraio 2007 12 commenti



Quelli che credono di acquisire successo proponendo sempre lo stesso repertorio (eutanasia, pacs, fecondazione assistita… e manco una parola sulla violenza negli stadi)…

…faccio trentuno!

30 Gennaio 2007 12 commenti



Un anno fa salutavo i miei 2x e davo il benvenuto ai 3x.
Beh, che dire? Non è che questi trenta siano cominciati proprio bene, ma anche l’inizio dei venti ricordo non essere stati tanto esaltanti!
Mi consola il fatto che in genere tutti quelli che mi hanno rotto le scatole nella vita hanno sempre fatto una brutta fine. Quindi più mi avvicinerò ai quaranta e più ne dovrei veder passare lungo il fiume (nel mio caso dovrebbero galleggiare su uno scarico fognario).
Ed oggi, in barba alle transamilasi alte, mi mangio una fetta di torta di mele e mi festeggio in compagnia della mia dolceamara consorte.
Dopodiché si torna a lavorare… pagina 74… mmm… devo recuperare un po’…
Buon compleanno a me!

Riscossa 1

16 Gennaio 2007 10 commenti


2006, pomeriggio d’estate novembrina.
Io e la moglieserialkiller ci apprestiamo ad ascoltare la proposta commerciale di un tizio ingiaccato e incravattato che, previo appuntamento telefonico presso il nostro domicilio, intende venderci un apparecchio casalingo per depurare l’acqua.
“La durezza dell’acqua… la conducibilità… il sapore…” favella.
E intanto sfoglia fotocopie di articoli di giornale sotto il nostro sguardo ben disposto, tuttavia guardingo (dopo un anno di sodomie continue…).
“Abbiamo anche un sito internet” dice.
Balzo dalla sedia e mi dirigo al pc, lesto a controllare.
C’è soltanto la home page senza nemmeno un indizio piccolopiccolo sul prodotto trattato.
Mmm…
Torno di là.
“Non c’è molto sul vostro sito”
Non ne sono sicuro ma mi è parso di vedere una goccia di sudore tuffarsi dalla lucida fronte del venditore.
Il tizio è già passato al TU, d’altronde avremo quasi la stessa età.
“Hai guardato il sito? Eh, sì, proprio in questo periodo stanno lavorandoci su per aggiornarlo.”
Maguardaunpo’…
Fatto sta che, dopo alcune prove chimiche, installazione e dimostrazione del funzionamento del prototipo del macchinario depuratore, conteggio della spesa in merito a bottiglie d’acqua e della rottura di gonadi per trasportarle al piano di casa nostra, siamo quasi convinti di passare al beveraggio casalingo.
Leggo il contratto per filo e per segno come fosse la mia busta paga. E’ prevista una caparra che in caso di recesso andrà comunque persa. Evabbe’… tanto siamo convinti.
Siamo convinti?
Siamo convinti convinti?
Sicuri sicuri sicuri?
Ok, firmo.

La notte stessa la mia gentil consorte è colta da un vortice di masturbazioni mentali.
“Avremo fatto bene?… Non era meglio pensarci su?… E se…? E chi…? E davvero…?”
Risultato: il giorno dopo applichiamo il diritto di recesso.

Telefonata del tizio, qualche giorno più in là. Semiincazzato (probabilmente lo pagano a provvigione) ci rinfaccia che comunque l’assegno della caparra è perso.
Spero che ti basti per pagarti la prostatectomia…

2 Gennaio del nuovo anno.
Giunge una busta con all’interno una lettera della ditta, senza nemmeno uno straccio di pseudonimo di qualche responsabile, ma, cosa più importante, il nostro assegno della caparra tagliato in due!
Ma come? C’era una clausola chiarissima sul contratto che diceva che quella somma sarebbe andata comunque persa! Come mai ci è stata restituita? Forse perché l’assegno non era trasferibile?
Mah… La cosa non ci sembra tanto regolare.
Comunque abbiamo accolto l’assegno sezionato come la prima di alcune piccole grandi riscosse che quest’anno DEVONO avvenire…
Altrimenti mi trasferisco su un’altra dimensione!

PS: Chiunque fosse interessato a conoscere il nome della ditta del depuratore, può contattarmi.

Caro Bambo Natale…

24 Dicembre 2006 16 commenti


…l’anno scorso ho pensato agli altri.
Ho pensato troppo agli altri.
Ho pensato così tanto agli altri che per me non ho avuto un minimo di riguardo.
Quest’anno ti chiedo, anzi pretendo, una sola cosa per me: un paio di enormi forbici.
Devo tagliare il primo e l’ultimo fotogramma di quest’anno escrementizio, anche se non ho ancora ben capito se l’ultimo è già passato o deve ancora arrivare.
Se ti avanza spazio nel sacco, portami anche una pala: magari trovo l’occasione per rispedire al mittente un po’ di…
Buon Natale a tutti quelli che lo meritano!
Agli altri… nemmeno una parola di considerazione in più.

Pre Scriptum

1 Dicembre 2006 11 commenti



È possibile coltivare una passione e non rendersene conto?
Sono entrato alle elementari che già sapevo leggere e questo non piacque molto alla buonanima (sicuro che fosse BUONanima?) della maestra. In effetti, in quei mesi in cui tutti i miei compagni si accingevano a memorizzare quale suono dover far corrispondere ad un determinato disegno, io avrei potuto fare altro, che so? seguire un corso supplementare di matematica, magari, dato che ancora oggi ci impiego un minuto buono prima di pronunciare un qualsiasi risultato della tabellina del nove!
Comunque, già a quei tempi mi prodigavo in piccoli pamphlet che prendevano di mira i miei compagni di classe, il tutto battuto pazientemente con la vecchia Olivetti Lettera 80 di mio padre (a proposito? Checcacchio ci faceva mio padre con una macchina per scrivere se il massimo della letteratura che si sia mai permesso è stato il Libro delle Cose Fatte dei Riformatori Sardi?!?). Carta quasi trasparente (credo che non esistessero ancora i formati standardizzati) e carta carbone.
Ero troppo bambino per rendermi conto di quanto mi piacesse scrivere.
Alle medie, la mia inconscia passione mi fruttò qualche bel voto e anche i primi soldini vinti grazie ad un tema sul nazismo. Rileggendolo oggi mi viene da ridere un po? a pensare che a quei tempi mi credessero un giovane idealista. Quel che mi importò fu che con quei soldi feci il mio primo viaggio da solo, inseguendo la mia prima cotta… e tornando scottato.
Ero troppo adolescente per rendermi conto di quanto mi piacesse scrivere.
Ai tempi del liceo, dalla seconda in poi, scrissi qualcosa di significativo ogni anno: un diario pieno di dissacranti descrizioni dei miei prof e dei miei compagni, un diario più personale, un mezzo romanzetto ultrademenziale e un tema della maturità che mi fruttò i complimenti della commissione e un bel dieci (che fece fronte al tre preso in matematica!).
Per quanto assurdo possa sembrare, fu solo dopo le superiori che mi accorsi quanto scrivere mi fosse piaciuto da sempre.
La prima opera, che buttai giù con la ferma idea di voler pubblicare, fu una sorta di viaggio surreale attraverso la fantasia, con un insieme di racconti senza capo né coda che avevano il solo fine di stimolare la mente del lettore a metterci del proprio. Trovo ancora buono l?intento, e anche i racconti non mi paiono male tutt?oggi, ma probabilmente era (ed è) un po? troppo audace come prima pubblicazione. Difatti piacque molto all?editore a cui presentai il dattiloscritto, ma non se ne fece mai nulla? probabilmente anche perché non si parlava di Sardegna (ebbene sì: le case editrici sarde non pubblicano nulla che non parli della Sardegna)!
Spedire il plico fuori? La cosa mi imbarazzava, ad essere sincero. Temevo la critica distruttiva.
Per un po? collaborai come soggettista e sceneggiatore di fumetti per una piccola rivista, ma i componenti del gruppo erano troppo pieni di sé e storpiavano le mie storie a loro piacere. Mi venne un pochino di nausea e lasciai perdere.
Accadde quindi che mi innamorai da star male della persona più sbagliata di Cagliari e dalla pessima storia che ne nacque sorse l?idea di un romanzo che poteva rappresentare davvero un inizio.
Purtroppo poco tempo dopo cominciai a lavorare seriamente per il nostro Papà Stato e le sole cose decenti che avevo modo di scrivere erano le lettere che spedivo alle mie donne, quasi nessuna scritta in maniera normale (col testo disposto a spirale, o in due pagine così consecutive da non capire quale fosse l?inizio, o con frasi fatte di sole domande, o leggibile soltanto piegando il foglio a barchetta?). Era un modo per dire che avevo voglia di esprimere qualcosa di particolare. Forse non di interessante, ma di particolare sì.
Sono passati un bel po? d?anni e quell?idea nata nel ?98 non ha mai smesso di aleggiare nella mia mente, ma le dita sono state fin troppo ferme.
È venuto il blog a ricordarmi quanto mi piaccia scrivere. Mi è servito per riallenare le dita, la lingua e i pensieri. Ora sono pronto a fare sul serio.
Ho cominciato questo romanzo almeno una decina di volte.
L?ultima volta ho cambiato del tutto i personaggi e lo stile, ma l?idea centrale rimane e sento che stavolta è quella buona.
Un applauso di incoraggiamento, grazie!

PS: un sentito ringraziamento a Ivanoe Meloni, precursore di Dan Brown con l?ottimo libro ?Il Cammino Delle Maschere? edito da GIA Editrice – 2003 (caldamente consigliato a tutti gli avventori).

L’elaborazione del lutto informatico

14 Novembre 2006 10 commenti



THE GOOD WAY
Quando verso il finire del mese di maggio dell’anno corrente la scheda madre del mio PC decise di rendere orfani tutti i componenti a lei assegnati e sfrigolando sotto un bruccichiante scintillare spirò, avvertii un tuffo al cuore con coefficiente di difficoltà 1 e nemmeno tanto composto. Raccolsi il suo ultimo bagliore di vita come una raccomandazione al proseguire, al non recriminare, ma quello che misi subito in chiaro fu che il dolore era solo mio.
Mi armai di silenziosa pazienza e svitai lo svitabile e disconnettei il disconnettibile.
La MoglieSerialKiller si condogliò con un “Mi spiace” e corse lesta a recintare di filo spinato il suo portatile, come se per me un pc valesse l’altro.
Trasportai sulle mie spalle la piccola bara metallica e la recai qualche via dietro casa nostra.
“Tra dieci giorni lavorativi avrai il computer nuovo” fu la sentenza del Coroner Informatico.
Sigh…
Trascorsero tredici giorni durante i quali mi dedicai ad altri intrattenimenti, discostando il pensiero dal cupo vuoto che albergava sotto la mia scrivania.
L’hard disk era salvo e quello era l’importante. Anche le periferiche si potevano recuperare e quello non era secondariamente importante.
Rimaneva solo la paziente, silenziosa, solitaria attesa…
Ora il mio computer è sano e viviamo insieme gioiosi momenti di reciproca compagnia!

THE BAD WAY
Quando a mia moglie andò in fiamme il primo alimentatore del pc portatile persi un centinaio degli ultimi capelli che mie erano rimasti. Mi subissò di domande come se fossi l’enciclopedia privata di Bill Gates e mi spedì in tempi brevi ad acquistarle un alimentatore nuovo.
Durante questi tempi brevi, ovviamente, prese possesso del mio pc e i miei tentativi di avvicinarmici producevano ringhi simili a quelli di un cane quando gli si tocca la ciotola della pappa.
Ok… ok… me ne vado…
Acquistato l’alimentatore nuovo la serenità tornò ad albergare in casa Skizo e soprattutto il mio pc fu ben lieto di rivedermi.
Senonché…
Una settimana fa si bruciò pure il secondo alimentatore!
Mapporc…
Nominò più santi la mia consorte che tutta la collezione dei calendari di Frate Indovino. Naturalmente qualche fulmine lo presi anch’io, lei li lancia un po’ a casaccio ed è inevitabile che mi becchi.
Per sedare l’ira funesta, acquisto d’emergenza in serata presso negozio apposito.
Nuovamente la luce sul suo volto e il diradarsi della tempesta su di me.
Oggi.
Telefonata mesta: anche il terzo alimentatore ha detto stop.
Oltre ai santi ci passa tutto il sistema mondiale, politico e sociale. Suonano le sirene di pericolo. La gente corre per strada e saccheggia i negozi. Il cielo si tinge di rosso e si aprono le terre permettendo agli abitanti degli inferi di fuggire, spaventati anch’essi dall’ira della mia signora. All’altro capo del telefono sento la povera Zurrundeddu strillare di terrore e tutt’intorno è un sentore di fine.
La mia.
Io devo risolverle il problema per telefono mentre sono al lavoro io devo prendermi la colpa perché ho messo uno spinotto invece di un altro io devo capire che cosa cacchiarola ha il suo portatile io devo cercare di convincerla che il problema è chiaramente dell’impianto elettrico e non del computer io dovrò accogliere l’elettricista per scoprire dove sta il problema io dovrò cederle il mio pc sino a quando non risolveremo ‘sta cosa io dovro farmi curare i nerviiiiiiii!!!
UAAAAAAAAAAAAAAAARGGGGHHH!!!

Grandi Manovre (conclusione)

5 Novembre 2006 13 commenti



E in conclusione arrivò il freddo.
Finalmente!

Nella foto: inaugurazione del camino rivestito di ghisa per la gioia di tutti

Grandi Manovre (giorno 6)

4 Novembre 2006 3 commenti


Ma che è? Una cospirazione?
Suona il campanello alle 9:00 mentre ancora ronfiamo della grossa (facciamo le ore piccole nei nostri giorni di ferie). Chi sarà?
Non lo sapremo mai, ma chiunque fosse sta sicuramente mooooolto male!
Operazioni del giorno:
1) Salita sul tetto per miglioramento fissaggio bocche dell’areazione, vertigini incluse;
2) Pulizia approfondita caminetto e soprammobili annessi per il rammarico della gatta Gargoyle che ormai ci aveva preso gusto a lasciare in giro improntine di fuliggine;
3)Pulizia approfondita bagno.
Effetto collaterale: torcicollo lancinante.
Che belle queste ferie!